Il mio preferito è T., biondo e con gli occhi castani. D. è più posato, con due occhi verdi chiarissimo che tipo controlli che siano veri, ma T. è pure allegro, svelto, veloce.
Ce lo vedrei bene con L., che non interrompe mai quando parli ma appena hai un nanosecondo libero ti pone domande che solo una mente sveglia e curiosa potrebbe concepire. Non è perfettina come K., nè esuberante come M., ma L. resta la mia preferita, in bilico fra dolcezza e orgoglio.
Ma tanto non si metteranno mai insieme perchè L. è un pochino robusta e a T. piace E., che purtroppo ce l'ha scritto in faccia sarà un'oca.
Ho ripreso ad insegnare, se non si fosse capito.
Una classe di 23 urlanti festanti bambini di prima elementare che fanno il tempo pieno e con e passano una media di 22 ore la settimana.
Tendono a farmi cascare le braccia, soprattutto GM che ha sempre da dire la sua, ma poi quando vedo T. costruire insieme a P. con la carta straccia due maschere da guerrieri o sento L. chiedermi esattamente da dove viene l'acqua della pioggia, mi passa tutto.
Anche la terribile N. che canta in classe e si infila le mie matite nel naso, alla fine capisci che ha solo bisogno di tanta tenerezza.
Epperò io devo insegnare matematica...;-)
Questo per dire...?
Nulla, mi pareva carino. Così, sul dibattito della crisi. Sul dibattito sui cattocomunisti o clericofascisti. Sul ricordo del socialismo cattolico.
Ma anche no.
Chè io sono disoccupata e per il momento va bene così, non fosse che passando in auto davanti a quella chiesa la mia schiena era percorsa da fitte lancinanti.
Cari lettori, true invecchia. Accidenti se invecchia. Insomma non mi riesco a piegare e pure sedermi mi fa male. In compenso credo di essere allergica all'0ki, visto che venerdì mi pareva di avere un ippopotamo sulle tette ("oppressione toracica" non rende uguale).
Anche l'ippopotamo dev'essere disoccupato, se non ha nulla di meglio da fare che starsene qui.
Ci svegliano stamattina i rumori delle seghe elettriche.
Ci affacciamo stropicciando gli occhi alla finestra che dà sulla grande aiuola (o piccolo parco) sotto casa.
Stanno segando gli alberi.
Stanno segando alberi secolari.
Stanno eliminando uno dei pochi conglomerati di vita vegetale in centro.
Stanno togliendo l'unica difesa verde o marrone(dipende dalle stagioni) dal cemento che raggunge i nostri occhi in qualsiasi altra direzione.
E tra questi alberi stanno abbtattendo anche il "nostro", quello che, maestoso, si ergeva di fronte alla nostra casa più alto del palazzo di fronte e con i suoi intricati rami disegnava arabeschi fino al cielo.

Stano togliendo gli alberi per fare passare un tram. Ecologico, a detta loro.
Sembra una barzelletta.
Per lo stesso tram hanno speso miliardi (acquisto tram, creazione binari, varie ed eventuali come rifare questa aiuola). E l'impatto di questi lavori entro quanto tempo verrà ammortizzato dall'uso del tram?
Non bastava comprare autobus nuovi a metano o ad energia elettrica?

Qualcuno dice che Facebook sta uccidendo i blog.
Sarà.
Sai, puoi postare link e foto e commentare in tempo reale. Sparando di solito cazzatine riassunte scritte d'impulso (a cui, beninteso, non mi sottraggo).
Ma i blog fatti solo di link non so quanto siano blog. Cioè, non so se piangere per la loro dipartita, non so se mi spiego.
E comunque, il mio blog lo uccidono di più i term papers. Chè non ci si spiega mai come mai quando c'hai da studiare fuori c'è il sole. Magari c'è pure un freddo cane, ma c'è il sole. Dico per dire.
Sono stata quattro giorni in UK. Mica ci avevo pensato che erano 4 anni abbondanti che non ci andavo. Ho scoperto che mi mancava, come ti manca la stanza disordinata di quella tua sorella che vive ancora con i tuoi, per capirsi. Cioè che alcune cose non mi piacciono, ma mi mancano. Il cibo, ad esempio: mai mi sognerei di farmi a casa una patata lessa con la scorza, versarci sopra una salsa di fagioli già pronta e un po' di ceddar cheese. Epperò, quando l'ho vista e mangiata, la jacked potato, mi sapeva di casa. O per esempio l'alto tasso alcolico inglese e l'(insana) abitudine di uscire con lo scopo di ubriacarsi prima deglia altri. Non la condivido, ma fra i ragazzi inglesi che ci insegnavano drinking games mi sentivo a casa. O come la moquette. O...vabè avete capito.
Bedford è un buco, mi ricordava Reading. Cambridge...indescrivibile o quasi. Mi sa che ci vorrebbe un post solo per Cambridge. Da un lato ti vengono i brividi a pensare che Darwin o Rushdie o mille altri han studiato fra quelle mura, riso in quei pub, scorrazzato in bici per quelle vie. Dall'altra mi sembra quasi il prototipo dell'Inghilterra coloniale (intendo come tipo di sensazione, non come realtà storca): un piccolo centro che sembra un posto meraviglioso e gigante da chi ne sente parlare dalla periferia. Poi ci vai e non è né grande né così centrale per gli inglesi. Una roba del genere.
E poi Londra. Londra e io da sola per librerie. Londra e io che a Camden Town ci vivrei. Londra e i librai che ridono in mezzo alla polvere e al caos delle librerie. Londra e la notte che non scende mai.
E riabbracciare Lux e cenare con David.
Cenare con David la notte di San Valentino con spaghetti al gorgonzola niente male, e accorgerci uscendo che sì, la nostra ultima cena insieme era stata un altro 14 febbraio, nel 2005, in Rajastan.
E la cosa più brividosa è che ho legato, ma legato tipo che senti il CLICK di due robe che si incastrano, con alcuni tedeschi del gruppo.
La settimana prima di tornarmene in Italia. Per fortuna che c'è facebook...
Esiste ancora il giornalismo d'indagine in italia.
Dopo Report, ora c'è
Presa diretta
Oggi una persona è giunta sul mio blog cercando su google: "infinite rette mi attraversano".
Ovviamente Google l'ha rimbalzata qui.
Rileggerla 1 anno e quasi 5 mesi dopo fa il suo effetto, considerando che mi sa che è ancora vero
...ma ho come l'impressione che tutto ha un significato che mi verrà svelato a tempo debito.
Intanto, nel giro di 3 giorni, mi si sono sfatati tutti i miti/stereotipi della Cruccolandia quale luogo di ordine. Sì che lo so che tali pregiudizi sono falsi e messi in giro da cittadini di altre nazioni, peró anche a prenderli con le pinze un ninin (=pochino) uno ci crede.
E domenica sera il treno regionale si ferma in the middle of nowhere e il capotreno ci dice di scendere e prendere il bus fino a Ingoldstadt e noi taaanti abitanti di quel treno ci ammassiamo al freddo alle 10 di sera a prendere un bus. Ché noi si pensava fosse un modo di dire, UN bus. Invece ce n'era davvero UNO, che ovviamente non poteva contenerci tutti, e allora insieme a tanti altri ho aspettato che tornasse indietro. 45 minuti. Al freddo. In un posto sconosciuto senza la minima idea della causa del guasto e dei treni che avrei preso una volta giunta a Ingoldstadt, visto che l treno che ci ha abbandonati doveva portarmi a Norimberga e le coincidenze le avevo perse tutte.
Alla fine tutto sommato sono giunta a Bamberg con sole 2 ore di ritardo, non male. Ci han lasciato prendere un ICE figherrimo senza neanche pensare di farci pagare il supplemento. C'é peró da sottolineare che anche tale ICE aveva 35 minuti di ritardo.
E oggi, che aspetto tranquilla tranquilla l'autobus che mi porta in centro e dopo 10 min di ritardo passa un tipo con l'auto gridandoci che c'era sciopero. Ora, non ho pensato che in Germania non facciano scioperi. Mi immagino succeda piú di rado che in Italia ma la Germania, insomma, io c'ho in mente la Rosa Luxemburg. Quel che non capisco é perché non l'abbiano detto o scritto. Mah.
E poi ecco un'altra cosa interessante. Voi tutti sapete che io adoro le patatine fritte, sia quelle insacchettate (chips) sia quelle fritte fritte, quelle a bastoncino, quelle che la sorella mezzana si preoccupa che se un giorno porteró in grempo la progenie, potrebbe venirgli una voglia gialla. Ecco, le chips stanno un po' sotto nella mia scala di valori rispetto alle patatine fritte fritte. Queste ultime le mangerei sempre, le chips anche no.
Peró mi piacciono. Siccome so che fanno male al fegato di solito non le compro, ma per motivi vari ed eventuali ora nella mia casetta a Bamberg ne ho a iosa. Allora ieri me ne sono fatta fuori un pacco DA SOLA.
Non é questo il punto. Il punto é che mi han tagliuzzato tutto il palato.
Ora mi fa male pure bere il caffé (che nella suddetta scala di valori sta al pari delle patate fritte).
Come dicevo, ci sará una motivazione che ancora mi é oscura se una cosa che mi piace mi fa male in modo inatteso. (E lo ammetto, fa un po' Breszny)
Così, an passant, mi chiedevo due cose:
a) perchè lo chiamano il primo presidente afro-americano d'America?[1] Ora, non so se questa sia una traduzione (pessima) dei giornali italiani -da Black - o addirittura se la siano inventata di sana pianta, ma a voler essere precisi, non è corretta. La sua metà di pelle scura viene dalle West Indies (i Caraibi) mentre per Afro-American si considerano i "diretti" discendenti degli schiavi.[2]
b)perchè tutto 'sto ricalcare Lincoln? (il treno, la Bibbia). E' perchè è stato il Presidente più poplare degli Stati Uniti (il primo repubblicano, tra l'altro, del partito di Bush), non perchè ha abilito la schiavitù, credo io.
Sì perchè anche se l'ha abolita, signori, per lui gli uomini di colore erano di un'altra razza e per niente equiparabili ai bianchi.
Con tutto questo mi chiedo se uno non possa essere forte/innovativo/decisivo/sociale senza retorica.
Mi sa di no. In nessun Paese, beninteso.
...però Obama mi piace, io tifo Obama, io spero porti una ventata di novità negli USA (e di conseguenza fuori). W O B A M A ! !
[1] tralasciando il ricorrente errore di chiamare gli USA con il nome dell'intero continente, che nel caso specifico non credo sia corretto, ma non sono ferrata su tutti i presidenti del Sudamerica.
[2] dopo il commento di bedo mi sono informata meglio: da dove avevo preso l'Idea dei Caraibi? Forse dal fatto che è nato alle Hawaii (che sono uno stato degli USA). Ciò detto, ho preso in mano il COllins, che definisce African-American (o Afro-American): 1(n). an American of African descent; 2(adj). of or relating to an American of African descent.
Allora ammetto di aver torto e mi riformulo: non essendo specificata la quantità di sangue che deve essere africana, è un Afro-Americano. Quello che il Collins non dice, e che io imparo studiando letteratura americana, è che l'etichetta, con un certo orgoglio, è stata usata per indicare i discendenti degli schiavi in america, mentre il papà di Obama andò alle Hawaii 50 anni fa. (Anche nei Caraibi le persone di colore sono discendenti dall'Africa, ma la Storia è stata diversa, quindi un immigrato dai Caraibi si chiama American-Caribbean)
Per chi non lo sapesse, da un paio di mesi insegno inglese a momi, senza orari fissi, via skype, con un libro di testo serio sottomano entrambi. (A pieno titolo può rientrare sotto 'school life').
Mi fa impazzire più dei bambini.
momi (legge): "Where does he come from? Buenos Aires, Argentina".
io: Qui c'è does invece di do perché è...?
momi: plurale!
io (urlando): ma come plurale? Quanti sono che vengono dall'Argentina? (intendendo nel dialogo)
momi: eh, tutti gli argentini!
Chissà perché la rabbia si trasforma quasi sempre in un'infinita ridarella...
Io sto con gli Israeliani che protestano.
Io sto con i civili di Gaza che detestano Hamas.
Io sto con quelli che ancora credono e manifestano e urlano in piazza a Tel Aviv che Arabi e Ebrei rifiutano di essere nemici e vengono caricati dalla polizia a cavallo.
Io sto con questi due uomini che scrivono dal confine, uno a Sderot, uno appena al dì là, nella Striscia.
Io sto con Yudit.